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SUPERBONUS UNIFAMILIARI: cosa succede se non si finiscono i lavori entro il 31 marzo 2023?

La Legge di Bilancio 2023 ha modificato il comma 8-bis dell’art.119 del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio) permettendo agli interventi Superbonus sulle unifamiliari, che sono stati già avviati prima del 2023 e che hanno raggiunto un SAL di almeno il 30% al 30 settembre 2022, di portare in detrazione, con aliquota 110%, anche le spese sostenute entro il 31 marzo 2023.

Ma cosa succede se non si finiscono i lavori entro il 31 marzo 2023?

Nell’articolo vi illustro il mio punto di vista (evidenzio che è soltanto un’interpretazione personale e quindi priva di valenza legale).

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Video “SUPERBONUS UNIFAMILIARI: cosa succede se non si finiscono i lavori entro il 31/3/2023?”

 

 

Il comma 8-bis del Decreto Legge 34/2020 convertito il Legge 77/2020, dopo la Legge di Bilancio 2023 – parte di interesse in questo articolo –

“…….Per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche di cui al comma 9, lettera b), la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 marzo 2023, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo, nel cui computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati ai sensi del presente articolo…….

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Cosa succede se non si finiscono i lavori Superbonus Unifamiliari entro il 31 marzo 2023?

Ricordo che il Superbonus è un’agevolazione fiscale introdotta dal Governo Italiano con l’obiettivo di incentivare la riqualificazione energetica e sismica degli edifici residenziali.

L’agevolazione fiscale prevede la possibilità di beneficiare di una detrazione fiscale del 110% per le spese sostenute per i lavori elencati nell’art.119 Decreto Legge 34/2020 convertito il Legge 77/2020.

 

Tuttavia, come per tutte le agevolazioni fiscali, anche per il Superbonus è importante rispettare le scadenze previste dalla legge.

In particolare, ad oggi, la scadenza per poter beneficiare del Superbonus Unifamiliari è fissata al 31 marzo 2023.

 

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Cosa succede se non si riesce a finire i lavori entro la scadenza del 31/3/2023?

 

In generale avremo due diversi scenari:

  1. il Committente porterà il credito maturato in detrazione diretta dai suoi redditi;
  2. il Committente vorrà usufruire dell’opzione della cessione del credito o dello sconto in fattura.

 

A seguire vi illustro quali aspetti sono da considerare, a mio parere (evidenzio che è soltanto un’interpretazione personale e quindi priva di valenza legale), nei due scenari sopra riportati.

 

Scenario n. 1: committente che porterà i crediti in detrazione diretta dai suoi redditi

La scadenza del 31 marzo 2023 del Superbonus per le Unifamiliari, come indicato nel comma 8-bis dell’art.119 del Decreto Rilancio, riguarda le spese sostenute (pagamenti effettuati con i bonifici parlanti).

Ricordiamo anche che per le persone fisiche vale il principio di cassa, quindi rileva la data in cui viene effettuato il pagamento per stabilire se l’agevolazione è applicabile e di conseguenza si è maturato il credito.

Inoltre per aver diritto alle detrazioni, i lavori (relativi a tutto l’intervento e non solo i lavori che hanno diritto alla detrazione) dovranno comunque essere completati entro la data di validità del titolo edilizio!

 

Quindi, se il credito verrà portato dal Committente in detrazione diretta dai suoi redditi, dovrebbe essere necessario:

  • terminare i lavori anche dopo la data di scadenza dell’agevolazione 31/3/2023 (però prima della scadenza del titolo edilizio);
  • effettuare i pagamenti per i lavori Superbonus entro il 31/3/2023.

 

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Scenario n. 2: committente che vorrà usufruire dell’opzione della cessione del credito o dello sconto in fattura.

Ricordiamo che per emettere le asseverazioni (comma 13 e 13-bis dell’art.119 del Decreto Rilancio) oltre ad essere state pagate le fatture sarà necessario che siano state anche eseguite le opere.

Non dovranno essere eseguite solo le opere Superbonus che con i loro costi raggiungono la spesa massima ammissibile alla detrazione, ma i lavori dell’intero intervento Superbonus visto che le asseverazioni dovranno attestare i requisiti tecnici e la congruità delle spese di tutto ciò che fa parte dei lavori riportati nell’art. 119 del Decreto Rilancio.

 

Quindi, se il Committente, per il credito maturato, sceglierà l’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito, dovrebbe essere necessario:

  • terminare tutti i lavori Superbonus entro il 31 marzo 2023;
  • emettere le relative fatture ed effettuare i pagamenti per i lavori Superbonus entro il 31/3/2023;
  • emettere le asseverazioni e il visto di conformità.

 

Nel caso in cui entro il 31/3/2023 non si riuscirà ad eseguire tutte le opere oggetto del Superbonus dovrebbe essere necessario:

  • emettere una SAL delle sole opere Superbonus eseguite (ricordo che il SAL si può emettere solo se si riferisce ad almeno il 30% dell’intervento Superbonus totale);
  • emettere le relative fatture ed effettuare i pagamenti per i lavori Superbonus eseguiti entro il 31/3/2023;
  • emettere visto di conformità;
  • completare il resto dei lavori Superbonus (ed eventuali opere previste nell’intervento) dopo il 31/3/2023 ma entro la la data di scadenza del titolo edilizio.

Le spese sostenute per i lavori eseguiti dopo il 31/3/3023 non potranno essere portate in detrazione al 110%.

 

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In sintesi, è fondamentale rispettare le scadenze previste per poter beneficiare del Superbonus Unifamiliari.

Se non si riuscirete a finire i lavori entro il 31 marzo 2023 vi consiglio di affidarvi ad un buon commercialista perché ogni caso specifico è diverso e deve essere attentamente valutato.

Ribadisco che le considerazioni che vi ho riportato in questo articolo sono per dei casi generali e comunque sono solo interpretazioni personali e quindi prive di valenza legale.

 

 

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