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DEVI APRIRE UNA PORTA IN UN MURO PORTANTE? ECCO ALCUNI SUGGERIMENTI!

apertura porta in muro portante

Se stai leggendo questo articolo probabilmente stai pensando di aprire una nuova porta nel muro del tuo appartamento per collegare due stanze oppure di realizzare una nuova apertura per dare più luce ad un ambiente.

La realizzazione di una nuova porta in un muro portante è uno degli interventi negli edifici esistenti che mi viene richiesto più frequentemente insieme alla verifica di lesioni/crepe presenti in un appartamento.

Continuando nella lettura puoi trovare:

  • Quale titolo edilizio è necessario per aprire una nuova porta in un muro portante;
  • Come si inquadra la realizzazione di un’apertura nella parete in muratura portante a livello strutturale nelle Norme Tecniche per le Costruzioni;
  • Alcune indicazioni utili per aprire la porta o la finestra;
  • Iscrivendoti alla mia newsletter potrai scaricare un ebook gratuito dal titolo ” Come aprire una porta in un muro portante”;
  • Cos’è una cerchiatura;
  • Quanto costa una Cerchiatura;

 

Sei un tecnico o un privato e devi aprire una porta in un muro portante? guarda come posso aiutarti 

 

APRIRE UNA PORTA IN UN MURO PORTANTE

Dal punto di vista normativo (NTC 2008  e anche per le attuali NTC2018 Norme tecniche per le costruzioni) la sola realizzazione di una nuova porta in un muro portante si configura come “INTERVENTO LOCALE“.

A differenza degli altri due tipi di interventi su edifici esistenti (“Miglioramento sismico” e “Adeguamento sismico”) nella progettazione di tale intervento NON è richiesta la verifica di tutto il fabbricato ma solo delle strutture coinvolte localmente.

Dal punto di vista della normativa urbanistica il titolo edilizio da presentare in Comune è una S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

 

aperture

Qui sotto puoi trovare alcune indicazioni (che il tecnico di tua fiducia sicuramente conosce…..) utili per eseguire una nuova apertura in un muro portante:

  1.  La nuova apertura NON si può realizzare a meno di 1 metro dall’angolo delle pareti perimetrali portanti (compreso lo spessore del muro trasversale);
  2. Per riconoscere se una parete è portante, in attesa del sopralluogo del tuo Ingegnere di fiducia al quale hai dato l’incarico della progettazione, puoi misurare lo spessore del muro e se questo è maggiore o uguale a 14 cm è molto probabile che  lo sia;
  3. Attenzione a demolire delle pareti che sono dei semplici tramezzi (quindi pareti non portanti, come per esempio un muro di spessore 10 cm)  in quanto spesso nei vecchi edifici il solaio del piano superiore, per effetto di un fenomeno chiamato VISCOSITA’ dei materiali, si “appoggia” anche sulle pareti NON portanti. Quindi se si demolisce la parete senza delle opportune accortezze si possono creare delle lesioni nei muri dell’appartamento del piano superiore.
SCARICA GRATUITAMENTE LA GUIDA CON I CONSIGLI SU  “COME APRIRE UNA PORTA IN UN MURO PORTANTE!”

Dichiaro di aver letto e compreso l’informativa sulla privacy e do il mio consenso all’utilizzo dei dati personali inseriti nel presente modulo di contatto.

CERCHIATURA DI UN’APERTURA

Porta muro portante cerchiatura

Sei un tecnico o un privato e devi aprire una porta in un muro portante? guarda come posso aiutarti 

 

Quando si progetta una nuova apertura in una parete portante, in seguito alla nuova classificazione sismica del 2004 che ha evidenziato come quasi tutta l’Italia è zona sismica, non è più sufficiente inserire solo una architrave sopra la stessa ma bisogna realizzare una “CERCHIATURA“.

La Cerchiatura è normalmente realizzata in acciaio con profilati e piatti che seguono tutto il contorno della porta o della finestra che si vuole realizzare e ha la funzione di ripristinare la resistenza e la rigidezza della parte di muratura che verrà eliminata (con una variazione massima tra prima e dopo l’intervento pari a un +/- 15 % ).

Il COSTO attuale di una cerchiatura, delle sole opere qui in Emilia Romagna, varia tra i 1.500 e i 3.000 €. circa (a seconda se la parete è di spessore “a una testa” o “due teste” cioè circa 15 cm o circa 30 cm).

 

Ti ricordo infine che PRIMA di eseguire l’apertura devi far presentare in Comune, da un Tecnico abilitato di tua fiducia (Ingegnere o Architetto) la PRATICA EDILIZIA e la PRATICA SISMICA (progetto strutturale).

 

Se vuoi approfondire l’argomento dell’apertura di una porta in un muro portante leggi anche i miei articoli :

  1. CERCHIATURA PER APRIRE UNA NUOVA PORTA IN UN MURO PORTANTE: fattibilità e procedure
  2.  COME APRIRE UN VANO PORTA IN UN MURO PORTANTE:CERCHIATURA OPPURE NO?
  3. ARCHITRAVE O CERCHIATURA ?

Mi raccomando: quando scegli un TECNICO per eseguire qualunque tipo di intervento strutturale  sul tuo edificio verifica le competenze dello stesso in particolare se è SPECIALIZZATO NELLA PROGETTAZIONE SISMICA , oggi con internet è molto facile trovare queste informazioni.

 

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Devi aprire una porta in un muro portante della tua casa?

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47 Comments

  1. Berni Gianni ha detto:

    Salve io vorrei aprire una finestra in una parete perimetrale di un muro a due teste in una casa a due piani il mio appartamento sta al secondo piano..
    Se eseguo l’intervento a regola d’arte con la cerchiatura posso dormire tranquillo oppure in caso di terremoto avrò delle lesioni maggiori dato che l’acciaio inserito non ha lo stesso comportamento della muratura esistente.
    In attesa di una sua risposta cordiali saluti Gianni Berni

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Sig. Berni,
      premesso che prima di aprire una nuova finestra in un muro portante il suo tecnico dovrà fare alcune considerazioni sull’edificio nel suo complesso, riguardo la sua specifica domanda la nuova cerchiatura in acciaio dovrà essere adeguatamente collegata alla muratura esistente (solitamente ciò avviene con dei tasselli fissati con resina chimica) con lo scopo di far “lavorare” insieme le due strutture.

      Aprire una nuova finestra senza eseguire una cerchiatura potrebbe essere possibile solo se si esegue una verifica globale sul fabbricato per eseguire un miglioramento/adeguamento sismico (magari durante la progettazione si allineano le aperture oppure si riducono le masse in gioco per esempio sostituendo il coperto in laterocemento con uno in legno, ecc…).

      Spero di esserle stato di aiuto e la saluto cordialmente

  2. Andrea Ventura ha detto:

    Buongiorno,
    io sto valutando l’acquisto di un appartamento in una palazzina di tre piani realizzata nel 1930. L’appartamento fu ristrutturato nel 1986 e la palazzina è ottimamente tenuta. Io vorrei aprire una porta in un muro interno portante di 15 cm (contribuisce a sostenere il solaio superiore). Questo intervento richiede il rilascio del certificato di agibilità? Mi è stato detto che se il proprietario dispone del certificato di agibilità, questo è riferito all’intera palazzina. Il lavoro di ristrutturazione richiederebbe richiederebbe un nuovo certificato di agibilità limitato al solo appartamento, che andrebbe ad integrare quello della palazzina. E’ corretto? Qualora il proprietario non dovesse disporre del certificato di agibilità, cosa succede? Mi è stato detto che occorrerebbe richiederlo per l’intera palazzina. E’ corretto?

    Grazie

    Andrea

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Andrea,
      premesso che quanto segue è valido per la Regione dove lavoro (Emilia Romagna), visto le numerose domande le rispondo per punti:
      1) per aprire una nuova apertura in un muro portante è necessario realizzare una cerchiatura in acciaio o c.a. per ripristinare al meglio la rigidezza della parete (come trova scritto nell’articolo) e questo si può fare solo a seguito del deposito (o autorizzazione sismica se l’edificio è in zona 1 o 2) di una pratica sismica;
      2) per depositare una pratica strutturale serve presentare al Comune una pratica edilizia S.C.I.A. e alla fine dei lavori si dovrà depositare la S.C.E.A. (segnalazione certificata di conformità edilizia e di agibilità) con la quale si rinnova l’agibilità parziale dell’appartamento;
      la saluto cordialmente

  3. Stefania Bracciali ha detto:

    Salve,
    dovendo installare dei climatizzatori senza unità esterna, la ditta termotenica deve praticare due fori passanti (diametra da 160mm a 200mm a seconda del modello del climatizzatore) con carotatrice, a loro dire non ci sono problemi di nessun tipo a farli, ma visto che non sono tecnici abilitati, il loro parere su questo punto non è risolutivo almeno per me
    La parete è portante e realizzata con pietre e mattoni (vecchio edificio di inzio 1900) di spessore circa 500mm.
    Al di là delle autorizzazioni condominiali, siccome i fori non sono piccoli, mi chiedo se sia necessario espletare le pratiche per l’antisimica tramite tecnico abilitato, se esiste un limite normativo/legislativo nella dimensione delle aperture o ci si affida al buon senso (è chiaro che se devo esempio fare un foro da 8mm per un tassello non serve niente!).
    Esiste insomma un limite oggettivo o una regola di massima applicabile anche da chi non è tecnico abilitato?
    Grazie in anticipo

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Sig.ra Stefania,
      dal punto di vista tecnico/reale normalmente due fori circolari della dimensione di 160-200 mm non creano nessun problema alla parete portante in muratura, dal punto di vista normativo in Emilia Romagna abbiamo la D.G.R. 2272/2016 (può trovarla anche nel mio sito nell’articolo “NUOVA D.G.R. 2272/2016 PER INTERVENTI PRIVI DI RILEVANZA PER LA PUBBLICA INCOLUMITÀ’ AI FINI SISMICI (I.P.R.I.P.I) DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA“) che stabilisce quali interventi sono privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici e tra questi c’è il punto “B.4.5.a) Aperture di dimensioni nette <= 0,15 m2, esclusa la superficie dell’apertura esistente, non reiterate nell'ambito della stessa parete, purché localizzate a distanza di almeno 1 m dagli incroci, dagli angoli murari e da un’altra apertura esistente. (L0)” nel quale rientra l’intervento da lei indicato. Come si legge nel punto della D.G.R. è importante che i fori siano eseguiti ad almeno 1 m dagli incroci murari.
      Cordiali saluti

  4. Imma ha detto:

    Salve,
    sto valutando una ridistribuzione degli spazi del mio appartamento da ristrutturare e per questo vorrei spostare una porta su una parete portante di 15 cm. L’appartamento è ubicato al primo piano di una palazzina anni 70 di 2 piani. Nella parete in questione esistono già 2 porte, nella nuova disposizione una dovrebbe essere chiusa (murata) per essere spostata di circa 1,50 mt. Resterebbe comunque a + di 1 mt di distanza dall’angolo del muro. Per questo tipo di intervento quali autorizzazioni e certificazioni occorrono?
    Grazie anticipatamente.

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno,
      per chiudere una porta ed aprirne un’altra a circa 1,50 m in una parete in muratura portante dal punto di vista burocratico, in generale, serve una S.C.I.A. come pratica edilizia e una PRATICA SISMICA.
      Nella pratica sismica va riportata la verifica dello stato di fatto e dello stato di progetto della parete e, in alcuni casi, può capitare che chiudendo la vecchia porta con muratura portante ben ammorsata potrebbe non essere necessario montare una cerchiatura metallica nella nuova porta ma solo un architrave.
      Cordiali saluti

  5. Alina ha detto:

    Buongiorno, vorrei fare un’apertura di 80cm per una porta in un muro portante (spesso 30cm) Il muro è portante e qui non c’e’ dubbio però, al di sopra di questo muro, passa da un lato all’altro del immobile una trave in cemento armato, volevo sapere se questa trave semplifica in qualche modo il lavoro e se va fatta cmq la cerchiatura e bisogna rispettare la distanza dalla parete esterna.
    Grazie
    Distinti Saluti!

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno,
      attenzione: il fatto che lo spessore sia 30 cm non certifica che la parete sia portante….è un buon indizio ma bisogna verificare altri aspetti e ancora meglio bisognerebbe fare un saggio.
      Riguardo la trave in cemento armato non mi è chiara la sua descrizione e comunque bisogna capire se è una trave oppure un cordolo sopra la muratura, le consiglio di contattare un tecnico specializzato in strutture presente nella sua zona. Cordiali saluti

  6. Riccardo ha detto:

    Buon pomeriggio
    dovrei realizzare un’apertura di circa 3 mt di larghezza e 4 mt di altezza su un muro di tamponamento di un capannone industriale; tale muratura è stata realizzata realizzata con sole funzioni di compartimento anti-incendio, infatti è ordita parallelamente al solaio di copertura (coppelloni). Preciso che l’altezza media è superiore ai 6 mt.
    Secondo lei è necessario cerchiare l’apertura, o data la non portanza della parete è sufficiente prevedere un’architrave?
    Saluti e grazie

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Riccardo,
      in Emilia Romagna, anche se è un divisorio interno, per la parete da lei indicata (avendo altezza superiore a 4 m) è richiesta una pratica sismica con una verifica della parete nello stato di progetto.
      Infatti al punto B.4.4.d della D.G.R. 2272/2016 è individuato come “I.P.R.I.P.I. intervento privo di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici” solo la modifica di elementi divisori interni privi di carattere portante purché di altezza <= 4 m. A seguito della verifica si potrà capire se nel suo caso è necessaria la cerchiatura, qualche mese fa in un intervento simile ho dovuto mettere una cerchiatura. Cordiali saluti

  7. Piero ha detto:

    Buongiorno Ingegnere,
    vorrei sottoporle un quesito. nel mio condominio, un immobile del centro storico realizzato alla fine del 1800 in muratura di pietrame locale e rivestito con intonaco, vi sono alcune lesioni sulle facciate soprattutto in corrispondenza delle finestre. un tecnico ci ha detto che nelle finestre non sono presenti gli architrave e per questo si sono create le lesioni. noi vorremmo inserire tali elementi in acciaio dove ci sono le lesioni e chiudere le fessure.bisogna fare la pratica sia in Comune che al Genio civile? ma serve anche il geologo e il collaudatore oltre al progettista e direttore lavori??
    possibile serve tutto questo solo per chiudere qualche lesione e inserire delle putrelle?
    Grazie per la disponibilità

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno,
      l’intervento di sostituzione delle architravi in un edificio, secondo le norme tecniche delle costruzioni, si inquadra come “Intervento locale” (punto 8.4.1 delle NTC2018) e come tale non serve il collaudatore (punto 8.4 della stessa norma).
      Se il suo edificio è situato in Emilia Romagna addirittura non serve la pratica sismica perché la sostituzione delle architravi è un intervento inquadrato come I.P.R.I.P.I. (intervento privo di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici) secondo la D.G.R. 2272/2016 punto B.4.1 e quindi è sufficiente la pratica edilizia.
      Infine il geologo personalmente, per questo tipo di interventi, non lo coinvolgo in quanto la sostituzione delle architravi sicuramente non modifica in maniera apprezzabile l’interazione tra la struttura e il terreno.
      Cordiali saluti

  8. Andrea ha detto:

    Buongiorno Ingegnere,,

    Siamo in Veneto, in una porzione di bifamiliare costruita con bi-mattoni da 25, 2 piani, dovrei trasformare una finestra larga 145 cm e alta 140 cm in una porta finestra larga 2 mt e alta 2,30 mt.
    L’immobile non è soggetto a nessun vincolo.
    Sostanzialmente, da quello che ho capito, l’unico dato importante è l’allargamento della finestra di 55 cm in più rispetto allo stato di fatto, in quanto la muratura sotto alla finestra non ha importanza strutturale.
    Oltre a ciò la finestra non è adiacente all’incrocio dei muri portanti, dista a circa 1,70.
    L’allargamento necessita di cerchiatura e calcoli strutturali particolari oppure no o basta l’asseverazione di un tecnico?
    l’allargamento, che titolo edilizio necessita per essere autorizzato?

    Grazie per la disponibilità e complimenti per il sito internet

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Andrea,
      l’intervento descritto necessita sicuramente di una verifica strutturale della parete e, a seguito dei calcoli eseguiti, probabilmente di una cerchiatura, inoltre essendo un “intervento locale” bisogna depositare o autorizzare una pratica sismica (dipende dalla zona sismica del luogo di intervento e dalle norme regionali).

      Le opere sopra descritte sono inquadrabili come “manutenzione straordinaria” con coinvolgimento di parti strutturali quindi direi che la pratica edilizia da presentare è una S.C.I.A.

      Le consiglio di affidarsi ad un tecnico della sua zona il quale saprà essere più preciso conoscendo le norme emesse dalla Regione Veneto.

      Cordiali saluti

  9. Luca ha detto:

    Salve,
    Possiedo un garage in un vano di in un edificio a linea, costituito da un piano fuori terra e da circa dieci autorimesse di proprietà diversa a cui si accede direttamente dal esterno.
    L’edificio ha due murature portanti (il pannello contro terra ed il pannello su cui si trovano i basculante, ambo i pannelli sono spessi 30 cm circa); le murature divisorie delle autorimesse sono spesse 10 cm.
    Dovrei allargare la porta di ingresso per rendere l’accesso più agevole, praticando uno scasso nelle mazzette della porta esistente che si apre sulla muratura portante come detto.
    É necessaria una semplice scia?

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Luca,
      dalla sua descrizione mi sembra di capire che l’intervento verrà effettuato su una muratura portante quindi, a meno di Leggi Regionali specifiche presenti nel luogo dove lei risiede, serve una S.C.I.A. o Permesso di Costruire (si informi presso il S.U.E. del suo Comune) più una pratica sismica.
      Cordiali saluti

  10. Alessandro ha detto:

    Volevo gentilmente porre alla sua attenzione criticità sulla mia porta nello specifico nel 2001 in corso di opere di ristrutturazione e copertura a tetto della mia abitazione spostai una porta su un muro portante seguendo le indicazioni del geometra direttore dei lavori il quale mi fece inserire nella parte superiore due putrelle tra loro collegate con dei bulloni passanti oggi mi accorgo leggendo anche le sue specifiche che l’intervento non è corretto non ho documentazione inviata o rilasciata al comune Ma solo un aggiornamento della planimetria catastale adesso cosa posso fare per risolvere il problema Considerando che la distanza dall’angolo è di 40 cm la ringrazio

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Alessandro,
      la classificazione sismica che ha portato molti Comuni in Italia da “zona non Sismica” a “zona Sismica” (per esempio è il caso del Comune di Bologna) è del 2003 (nel seguente link può trovare maggiori informazioni ).
      Se il suo edificio nel 2001, data di intervento come da lei specificato, si trovava in un Comune che non era ancora individuato come sismico l’apertura della porta con solo l’inserimento degli architravi era dal punto di vista burocratico corretto.
      Purtroppo via mail non riesco a darle più indicazioni, le consiglio di affidarsi ad un buon tecnico strutturista presente nella sua zona per approfondire l’argomento e verificare se da un punto di vista di sicurezza reale e non burocratica è necessario intervenire oppure no.
      Cordiali saluti

  11. mario ha detto:

    Buongiorno, vorrei aprire una porta su un muro portante da 30 cm costituito da blocchi di cemento , questo muro è stato costituito come divisione tra un vecchio edificio ed il nuovo edificio che ha un telaio a se.
    Tra il telaio del nuovo fabbricato è il muro ci sono 30 cm di distanza, la mia perplessità è che aprendo una porta in questo muro possa indebolire la resistenza statica del vecchio edificio che è in muratura.

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno,
      dalla sua descrizione, senza vedere con un sopralluogo l’edificio, non mi è possibile darle una risposta alla sua perplessità.
      Tuttavia Lei dice che il muro da 30 cm costituito da blocchi di cemento è PORTANTE….in tal caso per aprire una nuova porta è normalmente necessaria una cerchiatura.
      cordiali saluti

  12. Luca ha detto:

    Buongiorno Ingegnere, le scrivo dalla provincia di Modena
    in un ex caseificio composto da magazzino con sopra appartamento e a fianco capannone, vorrei allargare le porte di entrata del magazzino portandola a 2,5 metri di altezza e 2 di larghezza, e del capannone a 3 metri di altezza e 3 di larghezza.
    le chiedo gentilmente se secondo lei è obbligatorio fare le cerchiature.
    La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti
    Luca

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Luca,
      nel magazzino se la parete dove deve allargare la porta è in muratura portante la nuova situazione dovrà essere verificata con apposito calcolo e probabilmente necessiterà di adeguata cerchiatura.
      Mentre nel capannone, se è prefabbricato in c.a. con pareti di tamponamento potrebbe non essere necessario (anche in questo caso bisognerà fare adeguate considerazioni…..).
      Se ha necessità di una consulenza specifica mi contatti direttamente a info@studoingdellaporta.it
      cordiali saluti

  13. Michele ha detto:

    Egregio Ing. Della Porta,
    le pongo il mio quesito in modo sintetico.
    Procederemo con una ristrutturazione edile (apertura SCIA, ecc…). Dovremo allargare una porta già esistente di circa 80 cm per farla arrivare a 120 cm di larghezza in una parete portante e dunque dovremo provvedere a tutte le pratiche antisismiche. L’intervento verrà fatto in zona sismica 3. Domanda: secondo lei ci sono i requisiti per richiedere la detrazione per Sisma Bonus 70% (quella per la quale il requisito è la riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore) ? Eventualmente come deve essere documentato il passaggio a una classe di rischio inferiore?
    Grazie

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Michele,
      il cosiddetto SISMABONUS concede degli incentivi fiscali a seguito di un miglioramento sismico dell’unità strutturale (quindi per esempio non il singolo appartamento ma per l’edificio nel suo complesso) in modo da ottenere l’incremento di una o più classi di rischio sismico.
      La normativa prevede due tipo di valutazioni: quella con il “metodo convenzionale” e quella con il “metodo semplificato” (limitatamente alle strutture in muratura).
      Il metodo convenzionale è quello classico, e più corretto, che viene eseguito con il rilievo della struttura, con indagini sui materiali e conseguente modellazione strutturale prima e dopo gli interventi per controllare l’entità del miglioramento sismico (faccio notare che con le nuove norme tecniche per le costruzioni NTC2018 per essere riconosciuto come intervento di miglioramento sismico bisogna raggiungere certi valori, per esempio per le abitazioni dopo il progetto la capacità di resistenza alle azioni orizzontali dovrà essere maggiore di almeno il 10% rispetto allo stato di fatto).
      Il metodo semplificato, applicabile solo alle strutture in muratura, si basa sull’impiego di tabelle riportate nelle norma.
      L’allargamento di una porta in un muro portante, pur adeguatamente cerchiata, nelle nuove norme tecniche per le costruzioni NTC2018 (ma anche nelle superate NTC2008) è inquadrato come INTERVENTO LOCALE proprio perché si interviene su una parte limitata dell’unità strutturale.
      Ritengo che la modifica che lei andrà ad eseguire difficilmente potrà migliorare sismicamente tutto l’edificio.

      Se vuole approfondire può leggere anche il mio articolo SISMABONUS E CLASSIFICAZIONE SISMICA DEGLI EDIFICI.

      Se le è piaciuto il mio articolo e la mia risposta le chiedo gentilmente di mettere “mi piace” sulla mia pagina Facebook oppure mi chieda il “collegamento” sul mio profilo LINKEDIN.

      cordiali saluti

  14. alessandro ha detto:

    buongiorno Ing. Della Porta
    sono un collega e lavoro in Calabria
    volevo sapere delle informazioni per l’apertura di una porta in regione emilia romagna
    sicuramente è un intervento locale e non ce bisogno di collaudo statico volevo sapere se è richiesta la relazione geologica e sismica di base in calabria non è richiesta
    grazie della collaborazione.

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Alessandro,
      chiaramente l’apertura di una porta in un muro portante è intervento locale e quindi niente collaudo, riguardo la modalità di presentazione della pratica sismica in Emilia Romagna le consiglio di leggere la D.G.R. 1373/2011 dove è riportata la documentazione necessaria.
      Nello specifico la relazione sulla modellazione sismica e la relazione geologica sono documenti richiesti.
      Riguardo la relazione geologica, nel caso di cerchiatura di una nuova apertura in un muro portante, personalmente non faccio fare prove sul terreno e nella relazione geologica scrivo una frase per spiegare che l’intervento previsto non modificherà sostanzialmente l’interazione terreno-struttura e in particolare non si avranno ripercussioni sugli strati di terreno che costituiscono il “volume significativo” sottostante l’edificio e ciò rende superflua qualsiasi indagine geologica.
      Sperando di esserle stato di aiuto, la saluto cordialmente.

  15. Luisa ha detto:

    Gentile ingegnere, dovrei costruire un tramezzo in mattoni lungo 1 metro e aprire una porta da 80 cm. Sul lato sinistro il tramezzo confinerebbe con un pilastro. Le chiedo se c’è lo spazio sufficiente per fare questa porta e per mettere l’architrave. Ho interpellato due imprese edili, una mi ha detto che si può realizzare, l’altra invece che non c’è lo spazio per fissare l’architrave per via del pilastro. Gradirei un sul parere.
    La ringrazio anticipatamente.

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Luisa,
      sperando di aver capito bene il suo quesito e considerando che per una porta da interno appartamento finita da 80 cm serve un foro di circa 96 cm direi che come architrave, invece del solito architrave in laterizio armato, si potrebbe usare un piccolo profilato in acciaio con piastre all’estremità tassellate ai pilastri in cemento armato.
      Cordiali saluti

  16. Luisa ha detto:

    Grazie ingegnere per la sua rapida ed esauriente risposta, Mi resta da chiederLe una precisazione: optando per la soluzione da Lei proposta, dovrei far fare al tecnico una pratica comunale specifica per intervento su una parte strutturale dell’edificio? Preciso che la mia abitazione è situata nel comune di Milano.
    Grazie ancora per i preziosi consigli

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Mi dispiace ma non conosco la normativa regionale della Lombardia quindi le consiglio di chiedere al tecnico che la sta seguendo per la pratica edilizia.
      Solo a titolo informativo qui in Emilia Romagna la realizzazione di elementi divisori interni privi di carattere portante fino ad un’altezza max di 4 m rientra tra gli Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici (D.G.R. 2272/2016) e quindi non è necessario il deposito della pratica sismica.
      Le ricordo gentilmente di condividere il mio articolo, grazie.
      Cordiali saluti

  17. Luisa ha detto:

    Glielo chiedevo per capire se la tassellatura al pilastro delle piastre del profilato usato come architrave che Lei propone è intesa come ” intervento sulle parti strutturali”. Il tecnico che ho interpellato oggi dice di no, la SCIA non serve perché sono solo dei tasselli, basta una CILA. Ma io che sono molto scrupolosa su questi interventi, sarei grata di sentire il sul parere.
    Grazie infinite

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Concordo con il suo tecnico, un piccolo profilato come architrave collegato con dei tasselli ad un pilastro in c.a. che appoggia dall’altro lato su un tramezzo in laterizio forato da 8 cm anche io non lo considererei “intervento sulle parti strutturali” in quanto non modifica la risposta sismica dell’edificio e l’incremento di carico sul pilastro è piccolissimo rispetto al suo stato di attuale sollecitazione.
      Cordiali saluti

  18. Luisa ha detto:

    Grazie mille ingegnere per l’utile e competente servizio che dà a tutti.

  19. Carlo ha detto:

    Salve Ing. Della Porta,
    anticipo che il quesito riguarda l’apertura di una porta in un setto in CA di un palazzo degli anni 70 costruito in in piano PEEP di Roma.
    Abito i un palazzo con struttura portante a travi, pilastri e setti in CA realizzato negli anni 70, con tamponature esterne fatte con pannelli prefabbricati in CA precompresso attaccati alla struttura con delle piastre di acciaio; i divisori interni, ovviamente non portanti, sono in pannelli prefabbricati di CA larghi circa 80-90cm, Il solaio credo sia in CA.

    La struttura, di 8 piani più pilotis e piano interrato, si compone di 7 sezioni “dritte”, ciascuna delle quali ha una lunghezza di circa 20m, che formano un angolo tra loro che posso stimare in 5-6 gradi (diciamo quindi che il palazzo è apparentemente curvo, ma in realtà è una linea spezzata di 7 segmenti con lunghezza totale di 130m circa).
    Nel punto in cui due sezioni si toccano, è posizionato un setto in CA di 20cm a forma di Y: parte da un estremo come un unica parete per poi dividersi ad Y (una Y squadrata per intenderci) e racchiudere l’ascensore e il vano scale, arrivando dall’altro lato del palazzo (sui due rami di questo setto, vicino all’ascensore, ci sono le porte di ingresso dei due appartamenti del pianerottolo). Il palazzo è largo circa 10metri.

    La parte iniziale del setto a Y è lunga circa 2,60 metri (misurata all’interno dell’appartamento) e divide il mio appartamento da quello del vicino.

    Il mio quesito riguarda proprio questa parte di setto: la normativa (ed ovviamente la tecnica) permette di aprire una porta (diciamo quindi un’apertura totale di circa 90cm) su un setto in CA di questo tipo senza dover effettuare la valutazione dell’intero edificio? In caso affermativo, le aperture su setti in CA vengono generalmente fatte tramite cerchiatura in acciaio (o con prefabbricati in CA)?

    Aggiungo un paio di elementi utili:
    – mi trovo al secondo piano di 8
    – al piano pilotis e al seminterrato, al posto di quei 2,60 metri di setto, c’è una colonna di 70cm per 20cm (o 25cm non ricordo) decentrata verso l’interno del palazzo di 20cm, con niente nella parte verso il perimetro ed un riempimento in CA nella parte verso la tromba dell’ascensore.

    La ringrazio in anticipo per l’eventuale riscontro.
    Ing. Carlo P.

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Ingegnere,
      premesso che dalla sua pur dettagliata descrizione senza vedere degli elaborati grafici o ancora meglio fare un sopralluogo mi risulta difficile capire il caso specifico, in generale aprire una porta in una parete in cemento armato risulta quasi impossibile inquadrando l’opera come INTERVENTO LOCALE.

      Per chiarire meglio il concetto le riporto quanto ho già scritto in un altro articolo (https://www.studioingdellaporta.it/cerchiatura-aprire-nuova-porta-muro-portante/) “….Inquadrando l’apertura della porta come INTERVENTO LOCALE è molto difficile che la CERCHIATURA riesca a ripristinare la resistenza e la rigidezza della parte di parete eliminata in quanto il cemento armato è un materiale con caratteristiche molto diverse rispetto alla muratura.
      Quindi sarà necessario eseguire una verifica globale dell’edificio per dimostrare che l’apertura della porta non peggiora la sua risposta sismica, ma chiaramente è una soluzione raramente perseguibile perché il costo del progettista ben difficilmente viene sostenuta dal committente per la sola apertura di una porta…..
      “.

      Cordiali saluti

      • Carlo ha detto:

        La ringrazio Ingegnere per il riscontro; mi aspettavo la sua risposta… sto cercando un tecnico esperto di questo tipo di strutture qui a Roma per fare un sopralluogo e, nel caso sia errata la mia valutazione (cioè non si tratta di un setto), capire il da farsi.

        Buona serata e complimenti per questo servizio

        • Ing. Della Porta ha detto:

          Grazie a lei per i complimenti e, se le interessa,una volta al mese invio una mail dove indico i nuovi articoli da me scritti ma anche notizie interessanti trovati su altri siti relativi al mondo dell’edilizia, per iscriversi basta che cliccare sul link http://eepurl.com/gfyqB5 e compili il modulo. Cordiali saluti

  20. Miriam N. ha detto:

    Buongiorno, sto procedendo all’acquisto di un immobile quadrifamiliare nella provincia di Padova. Da progetto originariamente era prevista una finestra su un muro portante esterno della zona giorno. Questa attualmente non è stata realizzata e hanno tirato su le murature, comprensive di tubazioni di scarico idrico. Dato che si tratta di nuova costruzione e lavori in corso (consegna immobile prevista per fine anno e lavori ben avviati), ho chiesto all’impresa costruttrice la possibilità di creare un’apertura di finestra laddove era prevista originariamente. Dopo un celere consulto interno mi è stata data risposta d’impossibilità dell’operazione in quanto su quel lato di muro passano le tubazioni. Essendo ignorante in materia mi chiedo se è possibile che le tubazioni passino ad altezza finestra e se è realmente impossibile eseguire questo tipo di operazione o se in realtà il modo di realizzare l’apertura ci sia ma probabilmente risulta solo complicato.Ringrazio in anticipo della risposta. Cordialmente

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Sig.ra Miriam, chiaramente senza conoscere a fondo il progetto e la tipologia strutturale dell’edificio in costruzione non è per me possibile esprimere un giudizio in merito al caso specifico.
      In generale dovrebbe essere possibile spostare delle tubazioni idriche per lo più in fase di costruzione, è chiaro che è un’operazione che ha un costo.
      Se la finestra in progetto è per lei importante dica all’impresa che l’onere dello spostamento se lo potrebbe assumere lei e che vuole sapere quanto è il costo poi valuti come procedere.
      Un altro consiglio che posso darle è parlare con il Direttore dei lavori per capire come mai la finestra in progetto non è stata realizzata e se effettivamente ci sono motivazioni tecniche che impediscono la realizzazione della stessa.
      Cordiali saluti

      • eugennio ha detto:

        Buongiorno ingegnere.
        In un palazzo di cinque piani degli anni 70 a Roma un condomino al quarto piano vorrebbe aprire una seconda porta sul pianerottolo per poi dividere in due l’appartamento e forse farne un b&b. Sta chiedendo da tempo un’assemblea per l’autorizzazione ma finora sono andate a vuoto per mancanza di quorum. Io ritengo che un abuso realizzato su una parete comune (tale è il muro che separa l’appartamento dal corridoio del piano) non sia sanabile anche alla luce della Sentenza del Consiglio di Stato sez. IV, n.4818 del 2014. L’architetto che sta seguendo i lavori del condòmino sostiene che basta una SCIA senza alcuna autorizzazione del condominio e ha detto che comunque aprirà questa nuova porta.. Lei cosa consiglia?

        • Ing. Della Porta ha detto:

          Buongiorno Sig. Eugenio,
          premesso che non sono un legale e che quindi esprimo solo un mio parere personale, l’Architetto del condominio del quarto piano potrebbe avere ragione.
          La prima cosa da verificare è se nel regolamento condominiale del vostro edificio è presente un espresso divieto all’apertura di una nuova porta sulla parete del vano scale, in tal caso l’unica possibilità per il condomino sarebbe una deroga a tale divieto rilasciata con un parere unanime dell’assemblea condominiale.
          Mentre se nel regolamento condominiale non c’è l’espresso divieto di cui sopra si fa riferimento all’art. 1102 del Codice civile che testualmente dice “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto….”.
          Chiaramente l’intervento non deve mettere a repentaglio la stabilità del palazzo e non può pregiudicarne il decoro architettonico.
          Quindi, fermo restando il rispetto della sicurezza strutturale dell’edificio e il rispetto del decoro architettonico e salvo diversa disposizione contenuta nel regolamento condominiale contrattuale, a mio parere il condominio del quarto piano può liberamente eseguire l’apertura della nuova porta sulla parete del vano scale senza bisogno del consenso dell’assemblea.
          Cordiali saluti

  21. eugenio ha detto:

    La ringrazio per la sollecita risposta. Trovo veramente incredibile che si possa aprire una nuova porta sul pianerottolo senza consenso alcuno. Ritengo che i muri interni siano di proprietà comune pertanto non si possa disporre di essi come si vuole, Per aprire una nuova finestra sulla facciata servono (giustamente) tanti permessi, per una veranda lo stesso. Per uno scempio fatto all’interno del palazzo non serve niente! Accetto il suo suggerimento e mi limiterò a fare molta confusione in assemblea per rendere la convivenza molto ma molto pesante. Grazie ancora.

  22. Antonella ha detto:

    Buongiorno.
    Riguardo una casa in provincia di Ravenna.
    Mi piacerebbe riaprire una porta interna della mia casa, al piano terra, il muro credo sia portante.
    La porta venne chiusa nel 1971, quando la mia famiglia acquistò la casa, per dividere una porzione di 2 stanze + 1 bagno già adibiti ad ufficio postale dal resto dell’abitato, senza che la mia famiglia ne perdesse la proprietà (le Poste pagavano l’affitto).
    Per le specifiche, dovrei informarmi più dettagliatamente.
    Nel 2013 le Poste hanno deciso di andarsene dai nostri locali e vi sono subentrata io con il mio laboratorio di ceramica, modificando la destinazione da ufficio ad artigianale.
    Le porte di laboratorio e abitazione sono divise da una piccola parte di cancellata, perciò per entrare nel mio laboratorio devo sempre fare il giro esterno, il che è disagevole.
    Mi chiedo se la riapertura di una porta di grandezza minima concessa sia fattibile e indicativamente che costi potrebbe avere.
    Grazie per l’attenzione.

    • Ing. Della Porta ha detto:

      Buongiorno Antonella,
      da quello che mi ha descritto l’apertura della porta dovrebbe essere fattibile, la contatto in privato alla sua mail.
      grazie

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